Trivago presenta l’indagine tHPI 2012: prezzi medi in calo in Europa, ma in salita nelle capitali

17 Gennaio 2013 ·

Il motore di ricerca per prezzi alberghieri Trivago ha pubblicato i risultati dell’analisi 2012 condotta da tHPI – trivago Hotel Price Index (tHPI), l’osservatorio dedicato al monitoraggio del mercato alberghiero europeo che opera sulla base di 1 milione di richieste quotidiane di comparazione prezzi gestite da Trivago.

Le tendenze per il 2012 mostrate dall’indagine tHPI vedono un leggero calo del prezzo medio delle strutture in Europa, che tuttavia non ha riguardato tutte le maggiori mete turistiche, molte delle quali presentano invece la tendenza opposta. Ad esempio Londra (203 euro a notte) e Parigi (179 euro a notte) segnano un aumento di tariffe rispettivamente del +9% e del +8% che le rende la seconda e la quarta tra le città più care in Europa a livello di servizi alberghieri. In testa rimane Ginevra (242 euro a notte), mentre il +1% dei prezzi fatto registrare da Venezia (196 euro) le permette di sorpassare la stessa Parigi in questa speciale classifica.

Anche nell’Est Europa è consistente la crescita dei prezzi (oscillante tra il +5% di Budapest e Istanbul e il +9% di Praga), che testimonia un’ormai raggiunta capacità di fare concorrenza alle più tradizionali mete mediterranee ed atlantiche; i prezzi rimangono peraltro ancora molto bassi e concorrenziali, come dimostra la Bulgaria, il paese più economico con una media di soli 66 euro a notte.

Anche a livello nazionale si ripresenta la stessa tendenza, come nel caso di Firenze, che vede un aumento del 5% del costo medio di una stanza per notte (134 euro), contro i 135 di Roma e i 151 di Milano.  Nel complesso l’Italia, con una media di 129 euro a notte, segna un calo medio del prezzo dell’1% rispetto al 2011 ed è al sesto posto tra i paesi più costosi: il nostro paese è quindi più conveniente rispetto a Svizzera (209 euro), Svezia (153), Francia (151) e Gran Bretagna (144 euro), ma soffre la concorrenza di Germania (106 euro), Spagna (100 euro) e Grecia (90 euro).

A livello regionale la classifica è invece la seguente:

Veneto    156 €

Lombardia 138 €

Trentino Alto Adige 134 €

Lazio 134 €

Valle d’Aosta 128 €

Toscana 124 €

Sardegna 117 €

Liguria 115 €

Campania 111 €

Basilicata 108 €

Marche 106 €

Piemonte 106 €

Puglia 106 €

Friuli Venezia Giulia 102 €

Emilia-Romagna 102 €

Sicilia              99 €

Umbria 95 €

Calabria 95 €

Molise 91 €

Abruzzo 86 €

Sempre per il mercato interno, infine, le destinazioni cittadine più economiche sono San Giovanni Rotondo (64 euro a notte), Sassari (69 euro), Trapani e Agropoli (71 euro) e, a sorpresa, Pompei (73 euro). I prezzi più alti sono invece quelli di località di lusso come Madonna di Campiglio (210 euro), Cervinia (201 euro) e Capri (200 euro).

(Fonte: www.trivago.it)

ASTOI Confindustria Viaggi: le prime proposte del Gruppo di Lavoro per il Tailor Made

31 Ottobre 2012 ·

Lo scorso 25 ottobre ha visto la prima riunione di GDL Tailor Made, il nuovo gruppo di lavoro organizzato da ASTOI Confindustria Viaggi e che raccoglie i rappresentanti dei maggiori Tour Operator italiani attivi nella fornitura di viaggi su misura (Airontour, Alpitour, Club Med, CTS Viaggi, Eden Viaggi, Hotelplan, Idee per Viaggiare, Kuoni, Naar, Oltremare, Pool 5 TO, Quality Group, Settemari, Seven Worlds, Veratour, Viaggi del Mappamondo).  L’obiettivo del GDL è definire misure di tutela per una serie di rilevanti problemi che hanno investito negli ultimi anni i tour operator e hanno reso difficoltosa la fornitura ai clienti di servizi tailor-made: al centro c’è soprattutto il difficile rapporto con le compagnie aeree, accusate di scarsa cooperazione nel fornire ai clienti servizi chiari e trasparenti, ma sono stati affrontati anche problemi come l’eccesso di preventivazione, che rallenta l’efficienza del booking. Il GDL ha preso posizione anche sul problema del supplemento carburante nelle tariffe aeree, che “oramai corrisponde a importi sempre più elevati, spesso superiori alla tariffa stessa, non commissionabili, a volte non rimborsabili, che generano un consistente volume d’affari e, di conseguenza, fanno aumentare l’importo della fidejussione richiesto dalla Iata”. Il Gruppo di Lavoro ha annunciato che sul tema sono allo studio azioni “rivolte a ripristinare l’esigenza di trasparenza nei confronti del mercato e misure per ovviare all’onere dell’esazione senza alcun agio di tasse e successivi aumenti per conto delle compagnie aeree” .Secondo ASTOI Confindustria Viaggi,  infatti, le compagnie aeree possono pubblicizzare le loro tariffe ‘finite’ e non forniscono agli operatori il valore del carburante su cui sono basate le tariffe, mentre  i tour operator subiscono continui adeguamenti da parte dei vettori di linea e sono tenuti dalla legge a giustificare al consumatore l’aumento dovuto al carburante o alla valuta.

(Fonte: ASTOI Confindustria)