Indagine SRM: il turismo nel Sud traina il settore, ma continuano i problemi. Che fare?

18 ottobre 2012 ·

“La Rassegna Economica”, periodico di analisi economica e finanziaria curato dall’Ufficio Studi del Banco di Napoli e da SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, ha presentato una nuova indagine sull’andamento del turismo nel Sud Italia nell’anno 2011, visionabile all’indirizzo web http://www.sr-m.it/numeri-rassegna.
Secondo l’analisi, nel nostro paese nel 2011 i pernottamenti sono calati del 15,1% e i viaggi nel loro insieme (anche senza pernottamento) del 16,1%. L’indagine conferma la tendenza generale rilevata da tutte le fonti statistiche, secondo cui la domanda interna, in forte calo, è compensata da un aumento delle presenze straniere: la spesa turistica straniera nel 2011 è stata di 3.875 mln di euro (circa il 13% del totale italiano), in crescita del +6% rispetto al 2010.
L’Italia possiede inoltre il maggior numero di stanze d’albergo in Europa (2.251.217) ed è al terzo posto come numero di esercizi alberghieri (33.890); il turismo ha un’ incidenza del 5,4% sul Pil nazionale e una percentuale del 6% al valore aggiunto totale dell’economia.
Per quanto riguarda il Sud, spicca soprattutto il dato sul numero di posti letto (1,2 milioni: il 26% del totale posti letto nazionale, un numero superiore al totale di Paesi Bassi, Grecia e Austria). Gli alberghi nel sud Italia, secondo l’indagine, sono 6970, il 21% del totale italiano; Gli occupati nel settore alberghi e ristoranti al Sud, sono 275.900 unità (pari al 4% dell’Italia e al 22% degli occupati meridionali; il Valore aggiunto apportato dal turismo nel Mezzogiorno, infine, è di 17,4 mld di € (circa il 21% dell’Italia), pari al 5,4% del valore aggiunto totale meridionale.
Dati positivi, dunque, che tuttavia non mettono in secondo piano i problemi. L’Italia è infatti solo al 27° posto nell’indice di competitività internazionale del sistema Travel & Tourism, e il 47,5% dei posti letto nazionali è ancora classificabile come parte di strutture ricettive alberghiere di tipo tradizionale, soprattutto al Sud non sempre in grado di rispondere alle esigenze dei turisti BRIC, che sono sempre più interessati a strutture di nuova concezione, dal b&b ecologico all’ostello: occorre lavorare soprattutto su questa strada di modernizzazione, suggerisce l’indagine, che evidenzia anche come nel Sud il 27% delle strutture ricettive siano alberghi, contro il 22% della media italiana, e come la spesa media dei turisti stranieri nel Sud Italia sia inferiore alla media nazionale: 70,3 euro al giorno contro 92,2 euro al giorno. (Nella foto: Massimo De Andreis, direttore generale di SRM-Studi e ricerche per il Mezzogiorno).

Un approfondimento sulla ricerca di SRM sarà pubblicato nel prossimo numero di “Hospitality Business Magazine”, il  magazine ufficiale di HBConsortium.

Iseppi (Touring Club): Perplesso su progetti Brambilla per il Sud

2 novembre 2011 ·

Perplessità sui progetti del ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla di destinare 400 milioni di euro ai contratti di sviluppo per il Sud è stata espressa da Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano. ”Forse – ha detto Iseppi – occorrerebbe ripensare il mix di queste risorse che derivano dai fondi strutturali avendo ben chiaro un modello di sviluppo sostenibile ed in linea con i nuovi trend di domanda internazionale. Se e quando questi soldi arriveranno in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia – ha aggiunto Iseppi – sarà tutto da dimostrare l’impatto positivo che tali risorse potranno avere sul tessuto imprenditoriale locale che vive di turismo e che ha bisogno di essere guidato verso l’innovazione tecnologica e di prodotto e la qualificazione del capitale umano”. Per Iseppi, ”il limite principale di quest’iniziativa, infatti, è quello di replicare modelli esogeni di sviluppo già visti qualche decennio fa, i cui risultati sono oggi sotto gli occhi di tutti: le soglie minime di ammissibilità a finanziamento per i progetti escludono di fatto la quasi totalità dell’offerta ricettiva meridionale e costituisce, nei fatti, un’opportunità di sviluppo immobiliare per di più a disposizione soltanto di soggetti già consolidati”. (Fonte: TTG)

Consumi nelle Regioni: solo il Nord-Est recupera i livelli pre-crisi

31 agosto 2011 ·

Analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio: tra il 2007 e il 2011 cala il contributo del Sud sul totale nazionale, mentre sono positive le dinamiche delle regioni settentrionali. Modesta (+0,8 per cento) la previsione a livello nazionale per il 2011.

 

 

Il contributo del Sud in termini di consumi rispetto al totale nazionale è passato dal 27,2% del 2007 al 26,6% del 2011, mentre sono positive le dinamiche delle regioni settentrionali con quote in costante aumento sia nel Nord-Est (dal 21,8% al 22,2%) che nel Nord-Ovest (dal 30,1% al 30,6%). E’ il risultato principale che emerge dallo “Aggiornamento delle analisi e delle previsioni dei consumi delle famiglie nelle regioni italiane” elaborato dall’Ufficio Studi di Confcommercio. Entrando nel dettaglio dello studio, si scopre che a livello di singole Regioni, nel 2009 tutte fanno registrare una contrazione dei consumi in termini reali con picchi in Calabria (-4,2%), Puglia (-3,6%), Sicilia (-3,2%) e Campania (-3%), mentre nel 2010 solo il Nord-Est ha recuperato i livelli di consumo pre-crisi; in ogni caso, la debolezza dei consumi a livello pro capite, complice il biennio di crisi 2008-2009, lascia prevedere un rallentamento generalizzato dell’uscita dalla crisi tanto che, a fine 2011, ben 17 regioni su 20 rischiano di registrare un livello di consumi inferiore a quello del 2000. Mentre in una prospettiva di più lungo periodo, nel 2017, il Mezzogiorno avrà acuito il suo ritardo con una continua riduzione della spesa per consumi rispetto al totale nazionale. In ogni caso, a livello generale l’indagine segnala che le famiglie stanno tentando di recuperare i livelli di consumo persi nel biennio recessivo, anche se le previsioni per il 2011 sull’intero territorio restano modeste con un +0,8%. (Fonte: Confcommercio)

 

 

Brambilla: a Monza e a Napoli uffici operativi per il turismo

27 luglio 2011 ·

Il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla ha annunciato l’apertura di uffici operativi e sportelli a Napoli e presso la Villa Reale di Monza, dove è in corso anche l’annunciato trasferimento di altre rappresentanze ministeriali.  Dichiara il ministro: “ritengo importante perseguire l’obiettivo di una maggiore presenza sul territorio per essere ancora più vicini agli operatori e ai cittadini. Vogliamo favorire in ogni modo lo sviluppo, garantendo un migliore raccordo su tutto il territorio con una presenza al Sud e una al Nord, oltre che a Roma. “La Lombardia è tra le regioni che registrano le migliori performance turistiche, e la presenza in quest’area risponde alla volontà di sostenere in maniera diretta un territorio che rappresenta un punto di collegamento con l’Europa e con il resto del mondo, anche in prospettiva dell’Expo 2015″. La scelta di Napoli è motivata invece come una forma di sostegno al turismo nella città partenopea, dove, dichiara Brambilla, “la situazione presenta livelli di criticità rilevanti per gli operatori del turismo e per l’economia locale”. (Fonte: TTG)

Costo degli hotel in Italia: sorprese da un’indagine

17 giugno 2011 ·

A Milano e Venezia il titolo di città con gli alberghi più cari di Italia, mentre i più economici si trovano ad Aosta e a Palermo. Un’indagine della Business Travel Survey (Bts) di Uvet American Express fornisce l’immagine di un paese molto frammentato anche a livello di costi turistici. Oscillazioni sorprendenti non solo al nord: se pernottare per lavoro a Milano costa 135 euro a notte, due in meno che in laguna, in una città in espansione come Torino bastano 92 euro, e nella vicina Aosta 77. A Genova ci vogliono invece 121 euro, la stessa cifra che è richiesta a Roma, classificata peraltro come la seconda città meno costosa in Europa dopo Madrid (116 euro). Interessante anche la differenza tra Bologna e Firenze (rispettivamente 103 e 122 euro). Nel sud la città più cara è Bari con 108 euro, ma Napoli non supera i 99 euro e Campobasso registra un balzo del 7% (dai 95 euro del 2009 ai 102 euro del 2010). L’indagine segnala poi che nel secondo semestre del 2010 i prezzi degli hotel rilevati per i viaggi d’affari sono diminuiti mediamente di 4 euro a pernottamento (da 107 a 103 euro a notte).

Alberto Bettinardi

Arenaways punta a Sud: accordo per treni hotel con Renfe

17 giugno 2011 ·

Mentre prosegue il braccio di ferro con RFI sul divieto di effettuare fermate intermedie tra Milano e Torino, Arenaways non rimane alla finestra e guarda sempre più agli operatori esteri. Giuseppe Arena, fondatore della prima società ferroviaria privata italiana,  ha annunciato  un accordo con Renfe, l’operatore pubblico ferroviario spagnolo, grazie al quale da Dicembre 2011 5 treni hotel collegheranno Torino con Bari e a Villa San Giovanni, transitando da Alessandria. Secondo Arena l’accordo, oltre a garantire collegamenti più moderni per il Sud Italia, valorizzerà anche l’hub di Alessandria, dove la società già opera in collaborazione con i servizi esteri DB Autozug e Autoslaap.  L’ accordo è stato commentato favorevolmente anche da Ottavio Pagnozzi, responsabile della promozione commerciale di Arenaways attraverso la torinese Promotour, e potrebbe compensare le difficoltà economiche che hanno costretto la società a tagliare le corse pomeridiane sulla linea Milano-Torino.