FieraGenova: in arrivo il Salone delle Identità Territoriali

19 Novembre 2012 ·

Il Padiglione B della Fiera di Genova ospita dal 23 al 25 novembre il Salone delle Identità Territoriali, la prima vetrina nazionale delle produzioni artigianali ed agroalimentari a Denominazione Comunale (DE.CO.).  Attraverso workshop, forum e case histories, ma anche con momenti di  show cooking, degustazioni guidate e laboratori tematici sulle eccellenze, il salone offrirà spunti inediti per la conservazione dei metodi storici  e peculiari di produzione dei vari territori, nonché spazi di visibilità per i progetti e le proposte più innovative legate al “fare rete” tra aziende enogastronomiche, enti di promozione locale e operatori della filiera turistica. Si spazia dunque dal marketing territoriale al turismo integrato, dal food blogging all’organizzazione di eventi a tema folkloristico e storico, dalla distribuzione di nuova generazione  fino all’edutainment alimentare rivolto al grande pubblico.  L’evento è patrocinato da ANCI, Fondazione CARIGE, Roma Capitale, CNA-Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese e CIA-Confederazione Italiana Agricoltori, e ha come partner Touring Club Italiano, Vie del Gusto e AIGAE-Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche.

APT Servizi: l’Emilia Romagna all’avanguardia dell’incoming con “BlogVille”

13 Novembre 2012 ·

Prestigiosi consensi internazionali per “BlogVille Emilia Romagna”,il progetto dedicato nella scorsa primavera/estate da APT Servizi al digital marketing per l’incoming turistico nella regione. “BlogVille” è stato infatti presentato con successo, oltre che a TTG Incontri presso RiminiFiera, anche in importanti eventi dedicati al trade internazionale come TBEX12 a Girona (Spagna) e World Travel Market, a Londra. In quest’ultima occasione, lo scorso 8 novembre, “BlogVille” è stato  inserito come case history tra le “migliori innovazioni turistiche del 2012”. Inoltre  il programma promozionale è tra i finalisti della seconda edizione del concorso “Best of Social Media Awards 2012” promosso dalla rivista tedesca “W&V-Werben & Werkaufen”.  L’iniziativa ha visto la presenza nella regione di 50 tra i più importanti travel blogger del  mondo, provenienti da 9 paesi (USA, Canada, Gran Bretagna, Scozia, Germania, Austria, Finlandia, Norvegia, Australia); i blogger hanno soggiornato dal 23 aprile al 31 maggio a Bologna, e dal 2 giugno al 14 luglio a Rimini. “BlogVille”  ha permesso di pubblicare e condividere su vari blog turistici internazionali più di 250 articoli e 2500 immagini e video dedicati a territorio,gusto ed eventi in Emilia Romagna; inoltre sui social network sono stati raggiunti oltre 8,5 milioni di utenti, con oltre 75 milioni di impressions su Twitter. Il sito ufficiale del progetto è www.blogville-emiliaromagna.com.

(fonte info: ufficio stampa APT Servizi)

Assoturismo critica il ministro Gnudi sulla “rottamazione” degli hotel italiani

31 Ottobre 2012 ·

Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo-Confesercenti, ha criticato le recenti dichiarazioni del Ministro del Turismo Piero Gnudi, che in occasione della presentazione delle linee guida del Piano Nazionale del Turismo alla Commissione Attività Produttive della Camera aveva definito gli hotel italiani  “troppi, troppo vecchi e troppo piccoli” e dunque  “da rottamare”. In una nota Albonetti, pur concordando con il ministro sull’importanza della qualità delle strutture, dichiara: “Meglio ragionare sulla qualità e non sulle dimensioni. L’idea di rottamare gli hotel in base a criteri dimensionali e non qualitativi ci lascia  basiti. Non riteniamo che questa sia una scelta che spetti al Governo, quanto piuttosto al mercato. Inoltre, ci preme sottolineare il fondamentale valore della rete dei piccoli alberghi, che è funzionale alla vocazione turistica italiana, che si estende a tutto il territorio, ed è in grado di intercettare tutti i turismi, non solo quelli d’élite.  Non si possono costruire giganti della ricezione in ogni angolo d’Italia: sarebbe antieconomico e un grave danno per il nostro splendido Paese. Se l’obiettivo è il rinnovamento della rete alberghiera italiana  lo Stato ci aiuti piuttosto a reperire le risorse necessarie che, in questo clima di crisi, non possono certo essere messe in campo dalle sole imprese. Sarebbe un intervento, questo, cui non potremmo che plaudire”.

Inaugurata la nuova sede di Confesercenti a Milano. Il saluto delle autorità

13 Luglio 2011 ·

Confesercenti ha inaugurato lunedi 11 luglio la sua nuova sede milanese in Via Sirtori 3. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il presidente nazionale Marco Venturi, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e l’assessore al Commercio, Turismo e Servizi della Regione Lombardia, Stefano Maullu, oltre al presidente della Camera di Commercio di Milano e di Confcommercio Carlo Sangalli. Nel suo discorso di inaugurazione, il presidente Venturi ha affermato: “la nuova sede di Milano è un atto di fiducia del nostro sistema verso il mondo delle piccole e medie imprese che rappresentiamo e che potranno trovare ancora più forza nella realizzazione di Rete Imprese Italia.”  Sangalli e il sindaco Pisapia hanno sottolineato il potenziale di influenza sociale positiva e di esempio delle PMI sulla rivitalizzazione del territorio, mentre l’assessore Maullu ha letto l’evento nella prospettiva degli Stati Generali del Patto per lo sviluppo,  tenutisi il 12 luglio nella sede regionale di Palazzo Pirelli.

Innovare l’esperienza turistica degli hotel

17 Giugno 2011 ·

Andrea Rossi

andrea.rossi@innovacting.it

Socio fondatore e amministratore unico di InnovActing srl

Socio fondatore e managing partner dell’Area Innovazione e Competitività di CSE – Crescendo srl

Docente universitario e postuniversitario e socio AISM

Oggi le strategie competitive degli alberghi si possono basare principalmente sui prezzi o sulla differenziazione competitiva delle esperienze memorabili offerte ai turisti.

La prima strategia competitiva è quella, al momento, più diffusa e comporta una vera e propria guerra dei prezzi al ribasso, a volte compromettendo la qualità complessiva del servizio nell’ottica di ridurre sempre più i costi. La seconda strategia, ossia quella di differenziarsi sulla base delle esperienze memorabili offerte ai turisti è sicuramente meno praticata della prima, ma proprio per questo può garantire una fonte di vantaggio competitivo durevole e margini più soddisfacenti: innanzitutto perché progettare esperienze memorabili richiede metodologie e strumenti di Tourist Experience Design, che non sempre sono noti agli operatori alberghieri.

In secondo luogo sono necessari una buona dose di creatività e di strumenti creativi e il confronto con le aspettative dei propri clienti, in un’ottica di customer satisfaction. Infine perché, a seguito della progettazione dell’esperienza turistica, occorre fare seguire la fase di erogazione e gestione della stessa, comportando investimenti, a volte importanti, e la gestione del cambiamento della cultura dei manager e degli addetti alberghieri. Se questi tre aspetti non vengono visti come deterrenti invalicabili, vediamo come si può  innovare l’esperienza turistica degli alberghi mediante il Tourist Experience Design. La metodologia di Tourist Experience Design si divide in 4 fasi.

Fase 1: Differenziare i propri target in maniera innovativa. Che i clienti non siano tutti uguali è un’ovvietà, ma mai come oggi stiamo assistendo a un cambiamento così radicale delle preferenze dei turisti. In effetti siamo giunti ai turismi “personali”, in cui l’aspettativa dei turisti è di avere un prodotto/ servizio personalizzato, quasi “su misura”. Per sviluppare con successo un’esperienza turistica memorabile occorre pertanto effettuare una segmentazione innovativa dei propri clienti, per differenziare in maniera mirata i propri target e per sapere con esattezza che cosa offrire loro. I segmenti normalmente utilizzati oggi nel turismo sono estremamente ampi e non permettono di cogliere le specificità dei bisogni distintivi dei diversi gruppi di viaggiatori. Fortunatamente tale situazione consente di cogliere le opportunità di una maggiore segmentazione specifica, andando oltre le classiche suddivisioni demografiche, sociografiche e psicografiche, valutando in particolare le motivazioni specifiche dei viaggiatori

Fase 2: Definire le strategie esperienziali. Dopo avere identificato i target specifici nella fase 1, occorre definire le strategie esperienziali mirate a soddisfarli e meravigliarli. Per definire le strategie esperienziali, di cui ad esempio Pine e Gilmore sono stati i pionieri (“L’economia delle esperienze. Oltre il servizio” – Etas – 2000) occorre essere creativi, infatti l’obiettivo finale è di progettare esperienze che facciano esclamare “wow” ai nostri clienti, ossia che li stupiscano in maniera favorevole con situazioni fuori dall’ordinario, che incontrino i loro gusti specifici. Un cliente che sia positivamente sorpreso dall’esperienza vissuta sarà il nostro migliore referente mediante il passaparola (sia tradizionale, sia nel web) e aumenterà la probabilità di fidelizzazione. Se non siamo particolarmente creativi, possiamo applicare tecniche specifiche per la creatività, quali ad esempio il brainstorming, il supporto di esperti o la cogenerazione di idee mediante la rete internet, ad esempio in crowdsourcing. Anche le indagini presso i clienti, dirette o via web, possono fornire spunti molto interessanti per migliorare l’offerta e per comprendere in dettaglio le possibili direzioni di un’esperienza memorabile. E’   fondamentale sottolineare come l’innovazione basata sulla creatività consenta di collocarsi in spazi competitivi meno affollati dell’innovazione basata sull’imitazione di soluzioni già adottate dalla concorrenza.

Fase 3: Analizzare il ciclo di esperienza estesa. L’esperienza turistica, dal punto di vista dei clienti, è un flusso ininterrotto che inizia ancora prima del viaggio e prosegue quando il viaggio è già terminato. Si parla di ciclo di esperienza estesa, diviso nelle fasi pre-experience, in-experience e post-experience. In particolare le fasi di pre-experience e post-experience sono molto legate all’attività dei turisti nel web. La pre-experience è la fase in cui si raccolgono le informazioni, si valutano le alternative, si inizia ad immaginare il viaggio e si provvede alla fase di acquisto. La post-experience è il momento dei ricordi, che oltre ai gadget e alle fotografie, si concretizza nel passaparola e nei commenti in Internet. L’in-experience è la fase di esperienza più ovvia, quella in loco. Per tutte le tre fasi bisogna analizzare tutti i punti di contatto che i nostri clienti hanno con noi; questo servirà da base per la successiva fase di progettazione esperienziale. Occorre analizzare con attenzione tutti gli aspetti del ciclo esperienziale degli ospiti, anche quelli di dettaglio, perché è possibile trovare aspetti interessanti che possono deliziare i nostri clienti.

Fase 4: Progettazione dell’esperienza estesa. Sulla base delle strategie esperienziali, ottenute nella fase 2, e della mappa ottenuta con l’analisi del ciclo di esperienza estesa, ottenuta nella fase 3, si può effettuare la progettazione di dettaglio dell’esperienza turistica lungo il ciclo di esperienza estesa. Se si sono analizzati in profondità tutti i punti di contatto tra ospite e hotel si possono trovare notevoli opportunità. Inoltre, l’estensione del servizio, offrendo servizi di terze parti o di professionisti terzi, anche in co-branding, può allargare il raggio d’azione delle possibilità progettuali dell’esperienza turistica degli alberghi.

In conclusione, le opportunità offerte dalla differenziazione innovativa dell’offerta alberghiera basata sull’esperienza possono presentare grandi opportunità, permettendo di abbandonare l’arena competitiva della guerra dei prezzi e conquistando una posizione distintiva riconosciuta dal proprio mercato specifico. Proporre un’offerta esperienziale ben mirata e definita permette inoltre una più facile comunicabilità ed identificabilità dell’albergo anche mediante il meccanismo, sempre più diffuso con internet, del passaparola positivo, con evidenti vantaggi di riconoscibilità del brand e maggiore attenzione ed interesse da parte dei potenziali clienti.

(Fonte: Assolombarda)

Social Network e turismo: nuove possibilità di incontro

17 Giugno 2011 ·

Andrea Verduci

Business Developer presso Key-One e consulente per i nuovi media

Nell’ epoca di Facebook e del low cost, i cambiamenti del web, del commercio e del turismo vanno di pari passo: l’esperienza si fa sempre meno individuale e sempre più condivisa. Anche per il marketing turistico si aprono possibilità di manovra ancora tutte da scoprire.

Già agli albori dell’era del web, nel 1999, il Cluetrain Manifesto affermava che “i mercati sono conversazioni, sono fatti di esseri umani, non di settori demografici. Le conversazioni fra esseri umani suonano umane. Per parlare con voce umana, le aziende devono condividere gli interessi delle loro community. Ma prima ancora, devono appartenere a una community”.Tanta acqua è passata sotto i ponti, e il concetto di web implica oggi nuove tecnologie, devices e piattaforme che rendono sempre più sociale e relazionale l’utilizzo dei media. Come vedremo, il settore turistico ha saputo interpretare per primo questa particolare evoluzione della rete, anche in chiave commerciale.

Oggi il fenomeno dei social media è in crescita in tutto il mondo e in Italia sono oltre 19 milioni gli utilizzatori delle member community, con un incremento di 3 milioni di persone solo nell’ultimo anno. I nostri connazionali usano sempre più la rete per condividere opinioni, emozioni e informazioni, per socializzare con i loro pari o anche solo per leggere in modo “passivo” le  informazioni caricate da altri.

La rete è diventata veramente tale, nel pieno senso della parola, e dopo avere permesso la creazione  di spazi di espressione individuale, diffonde ora queste idee con una “densità” mai vista nella storia dell’uomo. Ciò sta cambiando rapidamente anche il modo di comunicare delle aziende: i navigatori infatti sono anche consumatori che diffondono su internet opinioni e commenti su prodotti e servizi.

Compito delle aziende è quindi dare sempre più dinamismo alla comunicazione dei loro prodotti, riconoscendo la forza dell’impatto e dell’engagement prodotti dai nuovi media e introducendo regole e indici per valorizzarne i risultati. Creare una community non è necessariamente il percorso vincente, ma le possibilità con cui un’azienda può relazionarsi a gruppi anche già esistenti sono numerose e possono offrire risultati altrettanto soddisfacenti.

L’interazione tra aziende e potenziali utenti avviene attraverso le citate piattaforme social,dove le aziende cercano occasione di marketing (brand awareness) e utilizzano il passaparola generato dagli utenti alla ricerca di una buona reputation online.

I marketers aziendali devono prendere seriamente in considerazione il potenziale del canale web, attraverso i cui strumenti è finalmente possibile parlare con i consumatori in tempo reale, guidarli e soprattutto renderli partecipi, per costruire con loro un vero rapporto in grado di mantenere nel tempo la fedeltà dei propri utenti. L’analisi della realtà online e un piano d’azione che esamini target di riferimento, caratteristiche aziendali e contesto geografico permettono poi un’ “uscita dalla rete” con strumenti legati alla comunicazione tradizionale e rafforzati dall’analisi svolta. Il settore turistico per primo ha saputo sfruttare la dimensione sociale del turismo: sogniamo il nostro viaggio, lo rendiamo reale prenotando da casa i biglietti, pagando albergo, barca, auto, campo da golf e ogni altro desiderio, comunichiamo durante la vacanza con ufficio, famiglia, amici; tratteniamo l’esperienza del viaggio una volta concluso, condividendola sui social network, dove postiamo foto, racconti e commenti.

In questo scenario la classica e-mail rimane uno strumento fondamentale per il dialogo digitale con i consumatori, e la sua efficacia cresce ancora di più grazie alla comunicazione con fan e amici. Tutti gli utenti online utilizzano molto attivamente il canale e-mail, si iscrivono alle newsletter e alcuni di essi sono raggiungibili esclusivamente attraverso questo canale.

Blog, forum, social networking, condivisione di contenuti multimediali quali immagini e video sono solo alcune forme di relazione fra individui sempre più presenti e coinvolti in questa nuova  realtà. Questa è un’opportunità enorme per le aziende e le organizzazioni che sapranno comprendere ed entrare a far parte del gioco. In rete si parla già di voi, è un processo inevitabile che presenta rischi ma soprattutto immensi vantaggi.