Nuovo CCNL dell’industria turistica: avviata la trattativa

28 Novembre 2012 ·

La scorsa settimana è partita la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dell’industria turistica, condotta tra Federturismo Confindustria, Associazione Italiana Confindustria Alberghi e le organizzazioni sindacali di settore Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS. La discussione ha raggiunto come primo risultato un accordo per la riduzione degli intervalli tra un contratto a termine e il successivo-necessario per trovare una sintesi tra le esigenze di flessibilità delle aziende del settore turistico (anche sulla base della stagionalità e della ciclicità che caratterizzano l’attività annuale di gran parte del comparto) e l’allungamento degli intervalli determinato dalla recente riforma Fornero del mercato del lavoro.

 

(Fonte: Federturismo. Per maggiori informazioni: Matteo Nevi, Relazioni Industriali Federturismo Confindustria-Viale Pasteur, 10 – 00144 Roma, Tel. 06.5903383 – Fax 06.5910390; e-mail: m.nevi@federturismo.it)

Assoturismo critica il ministro Gnudi sulla “rottamazione” degli hotel italiani

31 Ottobre 2012 ·

Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo-Confesercenti, ha criticato le recenti dichiarazioni del Ministro del Turismo Piero Gnudi, che in occasione della presentazione delle linee guida del Piano Nazionale del Turismo alla Commissione Attività Produttive della Camera aveva definito gli hotel italiani  “troppi, troppo vecchi e troppo piccoli” e dunque  “da rottamare”. In una nota Albonetti, pur concordando con il ministro sull’importanza della qualità delle strutture, dichiara: “Meglio ragionare sulla qualità e non sulle dimensioni. L’idea di rottamare gli hotel in base a criteri dimensionali e non qualitativi ci lascia  basiti. Non riteniamo che questa sia una scelta che spetti al Governo, quanto piuttosto al mercato. Inoltre, ci preme sottolineare il fondamentale valore della rete dei piccoli alberghi, che è funzionale alla vocazione turistica italiana, che si estende a tutto il territorio, ed è in grado di intercettare tutti i turismi, non solo quelli d’élite.  Non si possono costruire giganti della ricezione in ogni angolo d’Italia: sarebbe antieconomico e un grave danno per il nostro splendido Paese. Se l’obiettivo è il rinnovamento della rete alberghiera italiana  lo Stato ci aiuti piuttosto a reperire le risorse necessarie che, in questo clima di crisi, non possono certo essere messe in campo dalle sole imprese. Sarebbe un intervento, questo, cui non potremmo che plaudire”.