Federviaggio contro l’aumento delle tasse aeroportuali

20 febbraio 2013 ·

Patané: “reindirizzare i ricavi sul rafforzamento del settore”

Luca Patané, presidente di Federviaggio (nella foto), si è espresso contro l’aumento delle tasse aeroportuali recentemente stabilito dal governo.  L’associazione prende come riferimento un’indagine condotta in collaborazione con Assaereo che evidenzia come nel solo scalo di Fiumicino l’aumento sia stato di 8 euro a passeggero per i voli a medio raggio e di 11 euro a passeggero per i voli a lungo raggio, portando le spese aeroportuali dello scalo a 4 mila euro per la prima tipologia di viaggio e a 7 mila per la seconda.  Secondo Patané si tratta di “incrementi molto ingenti e che se non regolati in maniera opportuna rischiano di diventare solo un ulteriore peso a carico del viaggiatore. I ricavi ottenuti da questo introito dovrebbero tradursi in investimenti per incrementare la capacità di un determinato scalo e per migliorarne i servizi. Il rischio invece è che rappresentino un serio danno per una componente fondamentale del business turistico e per la competitività dell’offerta turistica italiana rispetto agli altri Paesi. Già oggi, infatti, al tema del peso economico di queste forme di tassazione occulta su ogni passaggio produttivo del servizio turistico, si unisce quello della non chiara destinazione a fini turistici del gettito che ne consegue. È la conseguenza della frammentazione delle competenze e di una visione non economica del turismo che non è più accettabile”.

Federalberghi: gennaio 2013, mercato ancora in difficoltà

12 febbraio 2013 ·

Male anche gli arrivi dall’estero. Bocca: intervenire subito

Non inizia bene il 2013 del turismo italiano, secondo l’indagine mensile di Federalberghi, con una caduta che nel mese di Gennaio ha toccato anche il punto di forza principale del settore, ovvero gli arrivi dall’estero. Questo il commento di Bernabò Bocca, presidente della Federazione: “Il 2013, turisticamente parlando, parte in modo estremamente preoccupante per uno dei pochi settori economici che nonostante tutto continua a produrre giro d’affari ed occupazione”.

 Continua Bocca: “Al crollo delle presenze alberghiere registrate dagli italiani (rispetto al gennaio 2012), pari ad un -9,6%, che rispecchia chiaramente la crisi dei consumi delle famiglie, si assomma una lieve flessione delle presenze alberghiere degli stranieri pari all’1,1%. Anche sul fronte dei nostri collaboratori si evidenzia un dato in caduta libera del -5,4% a gennaio (rispetto al gennaio 2012), con una flessione del 4,5% per i lavoratori a tempo indeterminato ed una debàcle del -7,0% per i lavoratori a tempo determinato.

 Conclude con durezza Bocca: ““Mai si era registrato un inizio d’anno così negativo, che impone subito a tutte le forze politiche in corsa per le imminenti elezioni una seria riflessione e l’indicazione, in maniera più puntuale nei reciproci programmi, di quali misure andranno ad adottare una volta dovessero essere chiamate alla guida del Paese. Da parte nostra riteniamo che le priorità riguardino il varo di iniziative promozionali per garantire maggiori flussi turistici, corsie preferenziali di credito per assicurare quella liquidità indispensabile allo svolgimento dell’attività imprenditoriale e misure specifiche sul mercato del lavoro. Il tutto sotto il coordinamento di un Ministero del Turismo con portafogli”.

(Fonte: Federalberghi)

Aeroporti, pronto il piano di riordino del ministro Passera

30 gennaio 2013 ·

Luce verde dal Governo all’Atto di Indirizzo voluto dal ministro dei trasporti Corrado Passera (nella foto) per la definizione del “Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale”. Il piano, atteso da quasi 30 anni, prevede la riorganizzazione delle 112 strutture aeroportuali italiane (11 delle quali ad uso esclusivamente militare), e l’ultima parola sul progetto spetterà alla conferenza Stato-Regioni e al Presidente della Repubblica.

L’Atto di Indirizzo prevede uno stop alla costruzione di nuovi aeroporti e suddivide le strutture presenti sul territorio in due fasce: 31 aeroporti sono stati dichiarati di rilevanza strategica europea e nazionale (Bergamo, Bologna, Genova, Milano Linate, Malpensa, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino, Torino, Venezia, Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona, Ancona, Pescara, Reggio Calabria, Trieste Lampedusa, Pantelleria, Rimini e Salerno), mentre le rimanenti 70 strutture aperte al traffico civile(tra esse spicca Brescia Montichiari, oggetto da tempo discussioni su un possibile rilancio) saranno affidate alle Regioni che ne valuteranno interventi tecnici ed eventuali dismissioni.

Per i principali aeroporti nazionali sono previsti un intervento di capitali privati nelle quote societarie, un programma di infrastrutturazione da realizzare in particolare attraverso collegamenti più diretti con il trasporto ferroviario ad alta velocità (questi ultimi in particolare per l’aeroporto di Venezia) e la possibilità di gestione congiunta di più spazi da parte di un unico soggetto attraverso “Reti Aeroportuali” che differenzino per uso le strutture presenti sullo stesso territorio.

Afferma il ministro Passera in una nota: “Con l’Atto di indirizzo colmiamo una grave lacuna del nostro Paese che durava da 26 anni. Il provvedimento è uno strumento importante per avviare il riordino di un settore per noi strategico, favorendone lo sviluppo e il recupero di efficienza. Concentriamo sforzi e investimenti sugli aeroporti che rientrano nei piani infrastrutturali europei e, al tempo stesso, confermiamo il ruolo degli scali territoriali che servono importanti realtà locali. Attraverso la razionalizzazione dei servizi, un piano di infrastrutturazione a medio periodo, la costituzione di reti aeroportuali, l’Italia può davvero ambire ad avere un sistema all’avanguardia e competitivo a livello internazionale, evitando sprechi di risorse pubbliche. La collaborazione con le Regioni sarà fondamentale”.

Federalberghi: nuove critiche alla tassa di soggiorno e all’IMU

12 dicembre 2012 ·

Continua la dura polemica di Federalberghi contro quella che in una nota della Federazione degli albergatori italiani viene definita “una tempesta di tasse, proprio in un’annata che avvia a chiudersi con un -6% di clientela italiana e almeno un -10% di fatturato”.  Gli attacchi di Federalberghi sono rivolti sia alla tassa di soggiorno che all’IMU. La prima imposta, afferma sempre la nota, è “cresciuta nel suo ammontare annuo da 150 milioni a 175 milioni di Euro (+17%), e in contemporanea è aumentato del 28,5% da Luglio 2012 il numero dei Comuni che applicano la tassa (da 332 a 426). Per quanto riguarda l’IMU, il gettito rispetto all’ex ICI è passato secondo Federalberghi da 320 milioni di euro (nel 2010) a una cifra che oscilla tra i 494 e i 689 milioni di euro a seconda dell’aliquota applicata, con un aumento che va dal +54,5% al +115%. Secondo il presidente Bernabò Bocca (nella foto), le imprese italiane dell’hospitality rischiano “un default di massa, capace di provocare nuova disoccupazione per almeno 50 mila lavoratori e la chiusura di 2-3 mila strutture ricettive”. Aggiunge Bocca, ricordando anche le dimissioni del governo Monti e l’avvicinarsi del voto: “L’impegno formale che sollecitiamo alle forze politiche è di porre il turismo tra i punti primari dei loro programmi elettorali, per non rischiare di regalare alla concorrenza internazionale quegli 83 miliardi di Euro di valore aggiunto che annualmente produce il settore, pari al 6% del Pil”.

Concessioni balneari: nuovo decreto, vendita nel 2014. Il no dei sindacati

6 novembre 2012 ·

Il governo ha completato ed è pronto a presentare alla Commissione Europea la bozza di decreto in 12 articoli sulle concessioni balneari. Il nuovo regolamento dovrà allineare anche in questo settore l’Italia alla direttiva europea Bolkenstein sulla concorrenza e bloccare la procedura di infrazione aperta contro il nostro paese dal 2008. Il decreto, che secondo l’esecutivo intende  “garantire il diritto libero e gratuito di chiunque all’accesso e alla fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione”, stabilisce che entro il 31 dicembre 2014 le Regioni dovranno mettere in vendita con i relativi bandi le concessioni demaniali marittime, con una durata fissata per le spiagge in un minimo di 6 anni e un massimo di 25 e per i porti turistici in un minimo di 25 e un massimo di 30 anni. Forti però le resistenze dei sindacati del settore balneare, che hanno chiesto al Parlamento  “l’immediata revoca della delega al Governo per la disciplina della materia, concessa con la legge n. 217 del 15 dicembre 2011, e così negligentemente, dallo stesso, esercitata”.  Sempre secondo i sindacati il decreto sarebbe “in contrasto con la risoluzione approvata all’unanimità dal Parlamento europeo il 27 settembre 2011 che ha chiesto l’adozione da parte degli Stati di adeguate ‘misure compensative’ a tutela dei diritti delle imprese balneari” e potrebbe mettere a rischio 30.000 imprese del comparto.

Titolo V della Costituzione: torna in mano allo Stato la legislazione del turismo

11 ottobre 2012 ·

Approvata la riforma che riassegna le competenze legate a energia e trasporti. Apprezzamenti e critiche dalle associazioni di settore.

Il governo ha approvato il disegno di legge sulla riforma del Titolo V della Costituzione, con il quale anche in materia turistica ritorna allo Stato gran parte delle competenze legislative affidate negli ultimi decenni alle Regioni. In particolare con il ddl  viene riattribuita allo Stato la legislazione esclusiva su porti marittimi e aeroporti civili, sulle maggiori reti di trasporto e navigazione, sui sistemi di trasporto e distribuzione nazionale dell’energia. Cauti i primi commenti delle associazioni alla mossa dell’esecutivo. Se Renzo Iorio di Federturismo Confindustria esprime soddisfazione per l’iniziativa (definendola una scelta che “pone le basi per una coerente politica nazionale di sostegno alla competitività dell’Italia e delle sue destinazioni turistiche”), più critica è Federalberghi, che attraverso il presidente Bernabò Bocca, pur apprezzando la decisione, ricorda anche la necessità di mantenere “l’opportuno coinvolgimento delle Regioni” e si esprime contro l’aumento dell’IVA al 22% (sia pure bilanciato dalla riduzione dell’IRPEF): secondo Bocca l’aumento dell’IVA “oltre a ridurre ulteriormente il giro d’affari del settore, porrà l’Italia turistica ai margini di un mercato che vede nell’esposizione delle tariffe l’unica arma di competitività riconosciuta a livello globale dalla clientela, in una fase di recessione quale l’attuale”. Secondo Pierluigi Celli, presidente di ENIT (nella foto), “per ENIT è chiaro che la competenza primaria sul Turismo sia delle Regioni. Ma quando noi andiamo all’estero dobbiamo presentare l’Italia ed è molto importante anche per le Regioni presentarsi in un contesto tale che legittimi il fatto che sono parte di un Paese che ha dignità e reputazione in quanto tale, nonostante quel che sta accadendo in queste settimane”.

Con Bulgaria e Indonesia Expo raggiunge i 100 paesi partecipanti

3 ottobre 2012 ·

Monti chiede uno sforzo comune delle istituzioni per il successo dell’Esposizione Universale

A meno di 950 giorni dall’apertura (30 aprile 2015) e in anticipo di tre mesi rispetto al termine fissato (fine anno), Expo 2015 ha raggiunto giovedi 27 settembre l’importante obiettivo dei 100 paesi partecipanti all’evento.  Le ultime nazioni ad aderire in ordine di tempo sono state la Bulgaria e l’Indonesia. Tra i principali paesi che hanno aderito finora a Expo ci sono Francia, Spagna, Germania,  Emirati Arabi Uniti, Turchia, Giappone, Cina, Russia e India. L ’annuncio è stato dato a New York dal premier Mario Monti, che ha affermato: Si tratta  di una soglia simbolica che manifesta il grande interesse per la manifestazione che avrà luogo nel 2015”.  Il presidente del Consiglio è poi intervenuto nuovamente sul tema Expo lunedi 1 ottobre, in occasione del Forum della Cooperazione Internazionale che si è tenuto presso il Piccolo Teatro di Milano, e ha invitato “tutte le istituzioni lombarde e milanesi, tutte le forze della società italiana ma in particolare lombarde e milanesi, per questo sforzo impegnativo e collettivo che darà, se avrà successo anche frutti importanti per costruire un permanente cordone ombelicale fra Milano e l’Italia e i Paesi nel mondo che coltivano questi valori e le politiche per realizzare questi valori”.

Prima rata IMU: incassi record a Roma, Rimini e Cortina

24 luglio 2012 ·

Pubblicati i dati sul gettito della prima rata di giugno: raccolti 9,5 miliardi di euro

Il Ministero dell’Economia ha reso disponibili nei giorni scorsi i dati sui versamenti Imu relativi alla prima rata di giugno. Un bilancio in linea con le aspettative, a partire dal gettito complessivo (9,5 miliardi di euro, 5,6 dei quali andranno ai Comuni e il rimanente allo Stato), ma che mette anche in evidenza incassi ancora più variabili del previsto tra città a città, sia per le grandi metropoli che per le località turistiche. Per quanto riguarda le prime, Roma è naturalmente in testa con 776,3 milioni di euro di gettito e stacca nettamente Milano (410 milioni), che a sua volta sorprende per il divario con Torino (202,7 milioni) e Firenze (93,5 milioni). Fanalino di coda è il piccolo comune di Elva (CN), 102 abitanti, che ha raccolto 4507 euro. Tra i centri turistici di lusso spiccano gli alti incassi di Cortina, che con 9.953.705 euro supera luoghi altrettanto famosi come Forte dei Marmi (7,43 milioni), Sorrento (5,39 milioni), Courmayeur (5,35), Sirmione (4,15), Taormina (3 milioni); molto più basse però le cifre raccolte in località come Saint Vincent (1,65) Portofino (1,26 milioni), Positano (1,25 milioni), Capalbio (1,07 milioni)  e Amalfi (722 mila euro). Altrettanto variabili i dati relativi alle località di villeggiatura più popolari distribuite tra Liguria, Romagna e Marche, su tutte Rimini (31,4 milioni di euro), Riccione (11,8 milioni),  Fano (9,64 milioni) e Cattolica (4,12 milioni).

Iorio: dall’IMU possibili rischi per l’alberghiero

26 giugno 2012 ·

Il presidente di Federturismo Confindustria auspica l’applicazione dell’aliquota minima

Renzo Iorio, presidente di Federturismo Confindustria, ha espresso un parere negativo sull’ IMU, l’imposta sugli immobili reintrodotta dal governo Monti.  Afferma Iorio: Esprimo forte preoccupazione per gli impatti dell’ ulteriore inasprimento fiscale sulle imprese del turismo ed in particolare su quelle ricettive che avrà la recente introduzione dell’Imu evidenziata dalle stime elaborate dalla CGIA di Mestre”. Iorio aggiunge inoltre: “Auspico che i Comuni, in questa difficile congiuntura economica, intervengano in favore dell’applicazione dell’aliquota minima consentita del 4,6 per mille al posto di quella ordinaria del 7,6 per mille per evitare che il settore alberghiero, già penalizzato dal differenziale Iva e dall’imposta di soggiorno, sia gravato da una pressione fiscale troppo elevata rispetto alla media europea. Pressioni fiscali così gravose, dato che solo l’Imu per un albergo di 100 camere in centro a Milano potrebbe arrivare fino a 100.000 euro, sono contrarie alle politiche di sviluppo ed indeboliscono ulteriormente il rilancio del settore turistico, chiave per la crescita del nostro Paese”. (Fonte: Federturismo Confindustria)

Confindustria: il Decreto Sviluppo è “utile alla crescita”

20 giugno 2012 ·

 


Parere favorevole sulle misure per la competitività economica e la semplificazione burocratica

Confindustria ha espresso in un comunicato stampa il suo parere favorevole alle misure economiche per la crescita contenute nel “Decreto sviluppo” approvato dal Consiglio dei Ministri il 15 giugno. Confindustria ha espresso in particolare apprezzamento per le misure che riguardano lo snellimento della giustizia, oltre alle norme su infrastrutture, project bond, efficienza energetica e riqualificazione degli edifici; valutazione positiva anche per l’istituzione dell’Agenzia per l’Italia Digitale e per le “misure in materia di finanza d’impresa, soprattutto negli aspetti riguardanti la gestione delle crisi e le procedure di semplificazione oltre che  della srl semplificata”. Tra le misure aggiuntive auspicate da Confindustria, invece, il credito d’imposta per la ricerca, definito “uno strumento essenziale per lo sviluppo e la competitività delle imprese” e l’elevazione del tetto per le compensazioni tra crediti e debiti fiscali. Aggiunge infine Confindustria: “Riteniamo indispensabile  che le misure decise oggi, in particolare in materia di internazionalizzazione, siano dotate di risorse finanziarie certe, stabili nel tempo e accessibili da parte dei soggetti che effettivamente operano sul territorio a sostegno della competitività delle imprese. A questo fine va vista positivamente la decisione di procedere alla valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico”.

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Luci e ombre su Expo: Parigi approva, ma incombono i tagli

29 novembre 2011 ·

300 milioni di euro in meno per il budget dell’evento 2015.

Il percorso di avvicinamento a Expo 2015 continua ad essere travagliato. Pochi giorni dopo l’ultimo incontro tra le autorità milanesi e la BIE, tenutosi a Parigi giovedì scorso e definito come un successo dai rappresentanti governativi, l’Assemblea dei Soci ha deliberato un taglio di 300 milioni di euro al budget che avrà come conseguenza principale la mancata realizzazione del Villaggio Expo, lo spazio destinato a ospitare i commissari durante l’evento. Giuseppe Sala, ad della società di gestione, ha quindi chiesto garanzie sui fondi destinati all’evento,  e il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia,  ha confermato l’intenzione di ottenere  dal nuovo governo una deroga dal patto di stabilità. Il prossimo 5 dicembre partirà invece la gara per la realizzazione delle infrastrutture di base e dei padiglioni destinati a ospitare l’evento, con l’avvio dei lavori previsto per giugno 2012. Un recupero parziale delle spese tagliate dovrebbe venire comunque dalle altre gare e dall’assegnazione ai privati dei servizi e delle infrastrutture tecnologiche.

(Fonte: Il Sole 24 ore, Corriere Della Sera)

Alitalia: class action di ANELTA contro il governo

13 luglio 2011 ·

L’ ANELTA (Associazione Nazionale Ex Lavoratori Trasporto Aereo) ha annunciato una class action al TAR del Lazio contro i ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, dei Trasporti e delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico, relativa alla riorganizzazione societaria di Alitalia realizzata tra il 2008 e il 2009. In una nota, ANELTA sostiene in particolare che “la fusione CAI-Air One è una violazione delle leggi di libero mercato sul monopolio e  ha permesso di far acquisire a Cai le attività e i rami di azienda attivi dell’Alitalia, lasciando alla stessa solo le passività, nonostante si sia trattato di una evidente continuità di azienda,  e pertanto la CAI avrebbe dovuto farsi carico di tutti i debiti Alitalia, cioè 3,8 miliardi di euro”.  L’ANELTA contesta inoltre le modalità di spostamento in cassa integrazione dei dipendenti Alitalia.  I legali dell’associazione hanno preannunciato un ricorso alla Corte di Giustizia Europea se la class action non sarà accolta dal TAR.

Tassa di soggiorno: via all’applicazione

17 giugno 2011 ·

È in arrivo un’estate di fuoco per il turismo italiano, più per le polemiche che per il clima piovoso. È scaduto infatti il termine fissato dal Governo per definire le nuove regole sulla tassa di soggiorno. Il decreto legge 23 del 14 Marzo prevedeva entro il 7 giugno la realizzazione di un vero e proprio regolamento attuativo; il mancato confronto tra istituzioni e operatori del settore rende però di fatto liberi i capoluoghi di provincia e i comuni classificati dalle Regioni come “turistici”  di applicare da oggi il balzello secondo criteri variabili da città a città. L’unico limite definito con chiarezza, sulla base del nuovo federalismo municipale, è che l’imposta non potrà superare i 5 euro, ma si prevedono problemi sia sul fronte della gradualità di imposizione della tassa (ovvero se la cifra massima sarà limitata o meno agli alberghi di lusso), sull’esclusione delle strutture extralberghiere come gli ostelli e sui suoi introiti. Le amministrazioni di Firenze e Venezia si sono dichiarate pronte ad applicare l’imposta già dal prossimo 1 Luglio.