Concessioni balneari: nuovo decreto, vendita nel 2014. Il no dei sindacati

6 novembre 2012 ·

Il governo ha completato ed è pronto a presentare alla Commissione Europea la bozza di decreto in 12 articoli sulle concessioni balneari. Il nuovo regolamento dovrà allineare anche in questo settore l’Italia alla direttiva europea Bolkenstein sulla concorrenza e bloccare la procedura di infrazione aperta contro il nostro paese dal 2008. Il decreto, che secondo l’esecutivo intende  “garantire il diritto libero e gratuito di chiunque all’accesso e alla fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione”, stabilisce che entro il 31 dicembre 2014 le Regioni dovranno mettere in vendita con i relativi bandi le concessioni demaniali marittime, con una durata fissata per le spiagge in un minimo di 6 anni e un massimo di 25 e per i porti turistici in un minimo di 25 e un massimo di 30 anni. Forti però le resistenze dei sindacati del settore balneare, che hanno chiesto al Parlamento  “l’immediata revoca della delega al Governo per la disciplina della materia, concessa con la legge n. 217 del 15 dicembre 2011, e così negligentemente, dallo stesso, esercitata”.  Sempre secondo i sindacati il decreto sarebbe “in contrasto con la risoluzione approvata all’unanimità dal Parlamento europeo il 27 settembre 2011 che ha chiesto l’adozione da parte degli Stati di adeguate ‘misure compensative’ a tutela dei diritti delle imprese balneari” e potrebbe mettere a rischio 30.000 imprese del comparto.

Assemblea Confcommercio, Sangalli: abolire tassa soggiorno

28 giugno 2011 ·

Importante presa di posizione sul turismo da parte di Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, che è intervenuto Giovedi 23 Giugno all’assemblea generale dell’ente. Oltre a dichiarare il no di Confcommercio  all’ipotesi di scambio tra riduzione delle aliquote Irpef e aumento di quelle Iva,  Sangalli ha richiesto l’eliminazione della tassa di soggiorno recentemente reintrodotta e ha dichiarato: “è necessario risolvere l’ annosa questione delle concessioni demaniali e migliorare accessibilità e dotazioni infrastrutturali del Paese e dei suoi territori”, oltre a ”ottimizzare, fare rete e sistema di servizi. Occorre che reti e distretti turistici, soprattutto nel Mezzogiorno, costruiscano operazioni di prodotto destinate a ben individuati segmenti di domanda internazionale. E specifica attenzione  va dedicata al turismo degli italiani, che vale il 64% dei 131 miliardi di PIL generati dal settore”.