A Roma la XI° assemblea del Comitato Mondiale per l’Etica del Turismo. Ospite Gnudi

17 Luglio 2012 ·

Dibattito aperto sullo sviluppo del Codice Mondiale di Etica del Turismo.

Il 16 e 17 luglio il Dipartimento del Turismo  ospita la XI° assemblea annuale del Comitato Mondiale di Etica del Turismo, l’organo ausiliario dell’UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) che ha il compito di mettere in pratica il Codice Mondiale di Etica del Turismo, approvato all’unanimità dall’Assemblea Generale dell’Organizzazione Mondiale del Turismo a Santiago del Cile nel 1999 e ufficialmente adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2001. Al centro della discussione nelle due giornate di lavori l’attuazione pratica dei principi contenuti nel Codice su temi come accessibilità delle strutture e degli spazi turistici, tutela dei minori, dei lavoratori e del patrimonio naturale e artistico. Ad aprire i lavori il ministro del Turismo Piero Gnudi, che ha dichiarato: “il  compito del Comitato è far conoscere il Codice mondiale di etica del Turismo a tutti coloro che operano nel settore e di aggiornarlo, implementarlo, diffonderlo, perché con l’enorme aumento del turismo, in assenza di saldi principi etici, rischiamo di sradicare alcune culture”. Gnudi ha inoltre aggiunto: “stiamo coinvolgendo il Segretario Generale dell’UNWTO, Taleb Rifai, nella fase analitica del lavoro di predisposizione del Piano Strategico per il rilancio del Turismo”.

Responsabilità e coraggio: soli strumenti per affrontare la realtà

17 Giugno 2011 ·

Giorgio De Pascale

Responsabile progetto “Attività turistica e ricettiva” per Assolombarda

 

 

 

Fare sistema è una parola d’ordine, uno slogan o un ritornello? Se si pensa per un attimo a recenti iniziative quali la riorganizzazione di Enit, la promozione congiunta di Italia, Francia e Spagna e il nuovo codice del turismo, non si può non essere convinti che l’affermazione sia una indispensabile password senza la quale è impossibile accedere alla comprensione di un processo di sviluppo turistico. Ma come talvolta succede, dopo un attimo ci si rende conto che tra parola d’ordine e contesto non esiste un legame semantico diretto o sostanziale, seppure indiretto, quindi essa andrebbe rafforzata, per evitare di scivolare in una dimensione appartenente più alle psicosi di freudiana memoria che alla dimensione della realtà in cui si sia pronti a fare i conti con gli effettivi comportamenti. La riorganizzazione dell’Enit, lungi dal prevedere regole concordate di modalità della presenza di tutte le associazioni di categoria nel Consiglio, sembrerebbe presentarsi caratterizzata più da regole improntate ad affinità e collegamenti “culturali” che da obiettivi di efficace ruolo delle organizzazioni di settore. Ma allora fare sistema è puramente uno slogan?

La promozione di un superpacchetto trilaterale con i nostri maggiori concorrenti europei è un apprezzabile modo di fare sistema in una realtà sovranazionale, fondata su un preciso orientamento del Commissariato Industria e Turismo della UE nel quale, tuttavia, la nostra tecnostruttura dovrà confrontarsi in fase esecutiva con quelle più che agguerrite degli altri due partner. Quindi fare sistema potrebbe essere anche in questo caso solo un ritornello? Il processo di formazione del nuovo codice del turismo ha determinato per la prima volta coesione ed integrazione propositiva tra tutte le associazioni di settore, in funzione di tutela di legittime istanze e opportuni suggerimenti. Tuttavia esso sembra destinato a vedere la luce senza garanzie di recepimento di tali contributi, che per la loro natura trasversale potevano costituire il collante necessario per le necessarie garanzie di salvaguardia politica ad un iter parlamentare condiviso, indispensabile per una legge di sistema. Ma allora fare sistema è veramente una parola d’ordine?

La risposta a questi interrogativi non è, evidentemente, rintracciabile in una patologica caratteristica nazionale refrattaria a qualsiasi terapia che faccia giustificare ogni cosa, ma in una serie di condizioni di sistema rese ancora più rigide da una situazione socioeconomica la cui evoluzione positiva è realizzabile solo con la responsabilità nell’analisi delle situazioni e il coraggio nell’assumere nuove iniziative.

La responsabilità nell’analisi è quella che dovrebbe far riflettere prima di qualsiasi decisione relativa a eventi apparentemente indipendenti tra loro, ma in realtà capaci di sviluppare sinergie negative tali da contribuire ancora una volta a determinare il girare a vuoto del sistema. L’avvenuta introduzione della tassa di soggiorno nella Capitale e la sua prevista applicazione nelle città turistiche rappresentano, purtroppo, un esempio significativo di tale impasse di sistema. In quanto tassa di scopo essa – introdotta nella strumentazione concettuale della scienza delle finanze nazionali nel 2007 – trova la sua ragione di essere nella profonda crisi della finanza locale, le cui ricadute in termini di capacità di spesa si sono dimostrate sensibilmente rilevanti proprio per il mantenimento del patrimonio artistico in particolare e turistico in generale, entrambi di rilevante interesse per gli operatori del settore. A fronte di questo specifico presupposto le modalità della sua prima attuazione a Roma non potevano non determinare una giustificata levata di scudi, le cui motivazioni è difficile non comprendere. Che dire, infatti, della scelta di un momento di applicazione caratterizzata da una fase di ripresa ancora non consistente e a corrente alternata? Cosa pensare della determinazione dell’entità del tributo in misura assoluta (a seconda della categoria) e non percentuale, con conseguente effetto più penalizzante sull’elasticità della domanda dell’ hotellerie non di lusso? Come valutare l’introduzione a partire da una data fissa e non con un criterio di progressione, dimostrando di ignorare i processi temporali di largo anticipo attraverso i quali i grandi tour operator internazionali negoziano e fissano le condizioni contrattuali? Come non registrare lo snaturamento di questa tassa di scopo, stante la destinazione dei fondi raccolti non a specifici interventi d’interesse turistico, ma genericamente alle casse comunali? Le responsabili dichiarazioni d’intento per le future applicazioni della tassa di soggiorno nelle altre città turistiche, che escludono la sua destinazione a scopi non pertinenti con il turismo e la partecipazione degli operatori alla decisione per la destinazione degli introiti, lasciano sperare che il coraggio di guardare lontano possa prevalere, ma non riescono ancora a scacciare il rammarico per una partenza sbagliata! Che belle cose la responsabilità delle analisi e il coraggio delle decisioni: esse dovrebbero essere inscindibilmente legate, ma purtroppo non sempre è così. Spesso si riesce ad avere l’onestà intellettuale per non prescindere dalla prima, ma non la determinazione per avere il secondo. D’altronde, come diceva Don Abbondio se uno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare! e nel frattempo la barca va…

Il Codice del Turismo pubblicato sulla Gazzetta ufficiale

17 Giugno 2011 ·

È approdato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno il cosiddetto Codice del Turismo: si tratta del Decreto Legislativo recante il “codice della normativa statale in tema di ordinamento del mercato del turismo”. Sono diversi i soggetti del comparto che vedranno arrivare dai cambiamenti. In particolare, il decreto rielabora il concetto di impresa turistica, finora limitato alle imprese ricettive, includendovi anche agenzie di viaggio e tour operator, ed equipara inoltre le imprese turistiche a quelle industriali ai fini del riconoscimento di contributi, sovvenzioni e agevolazioni di qualsiasi genere. Le strutture ricettive subiranno un ‘riordinamento’ con il riconoscimento anche di bed & breakfast e beauty farm. Le agenzie di viaggi vedranno arrivare l’assicurazione obbligatoria, mentre si ripone maggiore interesse su circuiti d’eccellenza, itinerari tematici, religiosi ed enogastronomici e sul settore turistico congressuale, giovanile ma anche legato ad arte, golf e Made in Italy. (Fonti: www.diritto.it, TTG Italia)

Alberto Bettinardi