Concessioni balneari: proroga fino al 2020. Il no del governo e delle imprese

5 dicembre 2012 ·

Saranno prorogate fino al 2020 le concessioni balneari, ma l’emendamento approvato martedi 4 novembre rischia di trovare l’opposizione di governo, Commissione Europea e degli stessi gestori balneari. Durante la discussione del decreto Sviluppo Bis la Commissione Industria del Senato ha approvato un prolungamento di 5 anni delle concessioni rispetto al testo originario del governo, che accoglieva la direttiva europea Bolkestein del 2006 sulla concorrenza e stabiliva dal 2015 la liberalizzazione del servizio su suolo pubblico e l’istituzione di gare pubbliche per la gestione delle coste italiane. La Commissione Bilancio di Palazzo Madama  aveva peraltro bocciato la prima versione dell’emendamento, che proponeva l’estensione della proroga fino al 31 dicembre 2045, sulla scia dei recenti accordi tra Commissione Europea e governo spagnolo che permetteranno al paese iberico di prolungare per ben 75 anni le attuali concessioni balneari. Il governo ha nel frattempo la sua posizione contraria all’emendamento, mentre In una nota congiunta S.I.B. (Sindacato Italiano Balneari – Confcommercio), FIBA – Confesercenti (Federazione Italiana Imprese Balneari) e Assobalneari Italia – Confindustria hanno annunciato iniziative di protesta e affermano che la proroga “non è la soluzione che le 30.000 imprese balneari italiane si aspettavano e della quale ha bisogno l’economia turistica del nostro Paese” e “non dà fiato alle imprese, né promuove gli investimenti”.

Concessioni balneari: nuovo decreto, vendita nel 2014. Il no dei sindacati

6 novembre 2012 ·

Il governo ha completato ed è pronto a presentare alla Commissione Europea la bozza di decreto in 12 articoli sulle concessioni balneari. Il nuovo regolamento dovrà allineare anche in questo settore l’Italia alla direttiva europea Bolkenstein sulla concorrenza e bloccare la procedura di infrazione aperta contro il nostro paese dal 2008. Il decreto, che secondo l’esecutivo intende  “garantire il diritto libero e gratuito di chiunque all’accesso e alla fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione”, stabilisce che entro il 31 dicembre 2014 le Regioni dovranno mettere in vendita con i relativi bandi le concessioni demaniali marittime, con una durata fissata per le spiagge in un minimo di 6 anni e un massimo di 25 e per i porti turistici in un minimo di 25 e un massimo di 30 anni. Forti però le resistenze dei sindacati del settore balneare, che hanno chiesto al Parlamento  “l’immediata revoca della delega al Governo per la disciplina della materia, concessa con la legge n. 217 del 15 dicembre 2011, e così negligentemente, dallo stesso, esercitata”.  Sempre secondo i sindacati il decreto sarebbe “in contrasto con la risoluzione approvata all’unanimità dal Parlamento europeo il 27 settembre 2011 che ha chiesto l’adozione da parte degli Stati di adeguate ‘misure compensative’ a tutela dei diritti delle imprese balneari” e potrebbe mettere a rischio 30.000 imprese del comparto.

Concessioni balneari, il SIB incontra Fitto

28 giugno 2011 ·

Incontro Giovedi 23 Giugno tra i rappresentanti di SIB (Sindacato Italiano Balneari), FIPE/Confcommercio, FIBA (Federazione Imprese Balneari/Confesercenti) e il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto. I rappresentanti delle associazioni hanno richiesto in particolare di chiudere la procedura europea di infrazione in materia di concessioni turistico-ricreative, facendo entrare in vigore la legge comunitaria 2010, attualmente ancora in esame alla Camera dei Deputati. Una richiesta che se soddisfatta secondo il SIB favorirebbe “un confronto sereno e costruttivo in ordine all’uscita della categoria dalla Direttiva Bolkenstein che prevede il titolo dei rinnovi mediante l’evidenza pubblica”. All’incontro hanno partecipato anche gli assessori regionali al Turismo, che hanno condiviso le linee di intervento e sottolineato l’ opportunità di sfruttare l’incontro tra il Governo italiano e quello comunitario per “il riconoscimento nei confronti delle imprese balneari italiane di quelle peculiarità che le rendono uniche in Europa e nel mondo”. (Fonte: SIB)