Titolo V della Costituzione: torna in mano allo Stato la legislazione del turismo

11 Ottobre 2012 ·

Approvata la riforma che riassegna le competenze legate a energia e trasporti. Apprezzamenti e critiche dalle associazioni di settore.

Il governo ha approvato il disegno di legge sulla riforma del Titolo V della Costituzione, con il quale anche in materia turistica ritorna allo Stato gran parte delle competenze legislative affidate negli ultimi decenni alle Regioni. In particolare con il ddl  viene riattribuita allo Stato la legislazione esclusiva su porti marittimi e aeroporti civili, sulle maggiori reti di trasporto e navigazione, sui sistemi di trasporto e distribuzione nazionale dell’energia. Cauti i primi commenti delle associazioni alla mossa dell’esecutivo. Se Renzo Iorio di Federturismo Confindustria esprime soddisfazione per l’iniziativa (definendola una scelta che “pone le basi per una coerente politica nazionale di sostegno alla competitività dell’Italia e delle sue destinazioni turistiche”), più critica è Federalberghi, che attraverso il presidente Bernabò Bocca, pur apprezzando la decisione, ricorda anche la necessità di mantenere “l’opportuno coinvolgimento delle Regioni” e si esprime contro l’aumento dell’IVA al 22% (sia pure bilanciato dalla riduzione dell’IRPEF): secondo Bocca l’aumento dell’IVA “oltre a ridurre ulteriormente il giro d’affari del settore, porrà l’Italia turistica ai margini di un mercato che vede nell’esposizione delle tariffe l’unica arma di competitività riconosciuta a livello globale dalla clientela, in una fase di recessione quale l’attuale”. Secondo Pierluigi Celli, presidente di ENIT (nella foto), “per ENIT è chiaro che la competenza primaria sul Turismo sia delle Regioni. Ma quando noi andiamo all’estero dobbiamo presentare l’Italia ed è molto importante anche per le Regioni presentarsi in un contesto tale che legittimi il fatto che sono parte di un Paese che ha dignità e reputazione in quanto tale, nonostante quel che sta accadendo in queste settimane”.

Federalberghi: 60 proposte per il turismo in un nuovo documento

3 Ottobre 2012 ·

 “Il turismo lavora per l’Italia” è scaricabile dal sito web della Federazione

Federalberghi ha presentato in occasione della Giornata Mondiale del Turismo un documento intitolato “Il Turismo lavora per l’Italia”, composto da 20 linee di intervento e oltre 60 proposte per il rilancio del settore turistico, che secondo la Federazione produce 114 miliardi di Euro di giro d’affari annuo (di cui 30 miliardi di Euro spesi dagli stranieri), assomma 375 milioni di pernottamenti e dà lavoro ad oltre 1,5 milioni di persone. Tra le proposte raccolte nel documento (scaricabile dal sito web della Federazione) si segnalano l’abolizione della tassa di soggiorno, la possibilità di pubblicare i prezzi al netto dell’Iva, l’istituzione di zone franche nelle aree bisognose di rilancio turistico, vantaggi fiscali per i redditi prodotti mediante e-commerce. Ancora a livello di fiscalità, la Federazione chiede tra l’altro crediti d’imposta e premi di volumetria per la riqualificazione delle strutture, la semplificazione del cambio di destinazione d’uso e degli altri oneri burocratici e amministrativi che favoriscono monopoli e abusivismi. Sono suggerite anche la trasformazione di ENIT in SpA a capitale pubblico con competenze promozionali anche sul mercato domestico; l’abolizione del visto turistico per l’ingresso dai Paesi BRIC; la possibilità di esporre nelle hall degli alberghi e nei luoghi di grande transito opere d’arte al momento non esposte nei musei; ancora, a livello di formazione, la promozione della contrattazione collettiva, la creazione di una scuola nazionale di management.. Afferma Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi: Dopo aver illustrato al Ministro del Turismo, Piero Gnudi, il documento affinché ne possa tener conto per l’impostazione del Piano Nazionale strategico siamo dunque pronti a confrontarci con chiunque nella assoluta convinzione che l’attimo sia di quelli storici e l’occasione per far ripartire il sistema economico nazionale non possa non avere il turismo tra gli asset fondamentali per stabilire criteri concreti di crescita armonica”.