Federviaggio contro l’aumento delle tasse aeroportuali

20 Febbraio 2013 ·

Patané: “reindirizzare i ricavi sul rafforzamento del settore”

Luca Patané, presidente di Federviaggio (nella foto), si è espresso contro l’aumento delle tasse aeroportuali recentemente stabilito dal governo.  L’associazione prende come riferimento un’indagine condotta in collaborazione con Assaereo che evidenzia come nel solo scalo di Fiumicino l’aumento sia stato di 8 euro a passeggero per i voli a medio raggio e di 11 euro a passeggero per i voli a lungo raggio, portando le spese aeroportuali dello scalo a 4 mila euro per la prima tipologia di viaggio e a 7 mila per la seconda.  Secondo Patané si tratta di “incrementi molto ingenti e che se non regolati in maniera opportuna rischiano di diventare solo un ulteriore peso a carico del viaggiatore. I ricavi ottenuti da questo introito dovrebbero tradursi in investimenti per incrementare la capacità di un determinato scalo e per migliorarne i servizi. Il rischio invece è che rappresentino un serio danno per una componente fondamentale del business turistico e per la competitività dell’offerta turistica italiana rispetto agli altri Paesi. Già oggi, infatti, al tema del peso economico di queste forme di tassazione occulta su ogni passaggio produttivo del servizio turistico, si unisce quello della non chiara destinazione a fini turistici del gettito che ne consegue. È la conseguenza della frammentazione delle competenze e di una visione non economica del turismo che non è più accettabile”.

Aeroporti, pronto il piano di riordino del ministro Passera

30 Gennaio 2013 ·

Luce verde dal Governo all’Atto di Indirizzo voluto dal ministro dei trasporti Corrado Passera (nella foto) per la definizione del “Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale”. Il piano, atteso da quasi 30 anni, prevede la riorganizzazione delle 112 strutture aeroportuali italiane (11 delle quali ad uso esclusivamente militare), e l’ultima parola sul progetto spetterà alla conferenza Stato-Regioni e al Presidente della Repubblica.

L’Atto di Indirizzo prevede uno stop alla costruzione di nuovi aeroporti e suddivide le strutture presenti sul territorio in due fasce: 31 aeroporti sono stati dichiarati di rilevanza strategica europea e nazionale (Bergamo, Bologna, Genova, Milano Linate, Malpensa, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino, Torino, Venezia, Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona, Ancona, Pescara, Reggio Calabria, Trieste Lampedusa, Pantelleria, Rimini e Salerno), mentre le rimanenti 70 strutture aperte al traffico civile(tra esse spicca Brescia Montichiari, oggetto da tempo discussioni su un possibile rilancio) saranno affidate alle Regioni che ne valuteranno interventi tecnici ed eventuali dismissioni.

Per i principali aeroporti nazionali sono previsti un intervento di capitali privati nelle quote societarie, un programma di infrastrutturazione da realizzare in particolare attraverso collegamenti più diretti con il trasporto ferroviario ad alta velocità (questi ultimi in particolare per l’aeroporto di Venezia) e la possibilità di gestione congiunta di più spazi da parte di un unico soggetto attraverso “Reti Aeroportuali” che differenzino per uso le strutture presenti sullo stesso territorio.

Afferma il ministro Passera in una nota: “Con l’Atto di indirizzo colmiamo una grave lacuna del nostro Paese che durava da 26 anni. Il provvedimento è uno strumento importante per avviare il riordino di un settore per noi strategico, favorendone lo sviluppo e il recupero di efficienza. Concentriamo sforzi e investimenti sugli aeroporti che rientrano nei piani infrastrutturali europei e, al tempo stesso, confermiamo il ruolo degli scali territoriali che servono importanti realtà locali. Attraverso la razionalizzazione dei servizi, un piano di infrastrutturazione a medio periodo, la costituzione di reti aeroportuali, l’Italia può davvero ambire ad avere un sistema all’avanguardia e competitivo a livello internazionale, evitando sprechi di risorse pubbliche. La collaborazione con le Regioni sarà fondamentale”.

Diritti aeroportuali negli scali spagnoli, Fiavet: “no alla richiesta di supplementi”

17 Luglio 2012 ·

La Federazione annuncia iniziative legali contro gli addebiti automatici sulle carte di credito

In una nota stampa Fiavet, la Federazione delle agenzie di viaggio e dei tour operator italiani, ha preso le distanze e ha annunciato iniziative legali, oltre a un ricorso presso ECTAA (l’Associazione Europea di Agenti di Viaggio e Tour operator) nei confronti di alcune compagnie aeree che in seguito all’ aumento dei diritti aeroportuali negli scali spagnoli intendono riscuotere supplementi sui biglietti aerei già acquistati dal 1° luglio in avanti. “Contestiamo in particolare l’arbitrario utilizzo della carta di credito stabilito da alcuni vettori, che prevedono l’addebito automatico dei supplementi sulla carta di credito che ha effettuato la transazione, anche se questa risulta essere una carta aziendale” – ha dichiarato Massimo Caravita, Vice Presidente Fiavet e titolare della Delega ai Trasporti, che aggiunge: “il rapporto di intermediazione nella vendita della biglietteria aerea e, di conseguenza, il rapporto di mandato tra l’Agenzia di Viaggio e il passeggero, cessa al momento dell’emissione del biglietto. Ne deriva che ogni eventuale ulteriore autorizzazione per l’utilizzo delle carte di credito aziendali deve essere nuovamente concesso”. (Fonte: Fiavet)