Clienti dell’hotel di Riccione intossicati dal norovirus, albergatore finisce a processo

5 Giugno 2019 

Quasi 40 le persone finite al pronto soccorso o alla guardia medica durante il soggiorno nella struttura ricettiva

Il titolare di un albergo di Riccione è finito a processo, con l’accusa di commercio colposo di sostanze alimentari nocive, dopo che 38 persone tra clienti e personale erano finito al pronto soccorso o alla guardia medica in seguito a un’intossicazione. La vicenda risale al periodo tra il 2 e il 9 settembre del 2014 quando, nell’arco di pochi giorni, 2 camerieri, 2 cuochi, 1 dipendente e 33 clienti accusarono i pesanti sintomi di vomito e dissenteria che li costrinsero a ricorrere alle cure mediche.

In seguito a quell’epidemia, gli accertamenti dell’Asl fecero emergere che a causare il tutto fu il norovirus  responsabile di infezioni gastrointestinali, caratterizzate da gastroenterite, irritazione dello stomaco e dell’intestino e, talvolta, quella che viene erroneamente chiamata “influenza intestinale”.

I segni e sintomi più frequenti includono mal di stomaco improvviso, nausea, vomito e diarrea. Il norovirus è un virus altamente contagioso che spesso si trasmette tramite l’ingestione di alimenti contaminati, il contatto di superfici infette o la vicinanza a persone infette. Le persone infette sono contagiose, e quindi possono diffondere l’infezione, per molto tempo, anche perché il virus permane nelle feci anche per due settimane dopo la scomparsa dei sintomi.

Secondo quanto testimoniato lunedì in aula dal responsabile dell’Asl, il caso “zero” era stato un cameriere che, a sua volta avrebbe infettato tutti gli altri anche se, per stessa ammissione dell’esperto, non sarebbe da escludere come causa scatenante l’aver consumato un piatto di spaghetti allo scoglio. Le ispezioni fatte all’interno della struttura ricettiva, infatti, non avevano trovato riscontro dalle analisi che non avevano individuato tracce del virus nella cucina e nella dispensa.

La difesa dell’albergatore, sostenuta dall’avvocato Francesco Vasini, ha però fatto notare che su 140 ospiti della struttura ricettiva presenti in quel periodo solo 38 hanno mostrato i sintomi dell’intossicazione e che, allo stesso tempo, in quella settimana a Riccione si era verificato un picco anomalo di persone finite in ospedale a causa del norovirus. La tesi della difesa, quindi, è che non è provato che le persone malate fossero tutte in relazione all’hotel riccionese.

Continua a leggere >>

fonte: riminitoday.it