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La casa gestita da un brand dell’ospitalità mantiene il valore

7 Febbraio 2019 

Acquistare una prima o più spesso una seconda casa che abbia un brand. Un marchio che sia quello di un gestore, per esempio un hotel, o di un designer. Nel mondo, secondo una recente ricerca del network immobiliare Savills, ci sono oltre 400 residenze con “brand” per un totale di 55mila unità. Il 74% delle quali si trova in contesti urbani. Case destinate in genere alla clientele dei High net worth individual (Hnwi), i “paperoni” del mondo. Il brand è anche garanzia, soprattutto nei Paesi in cui il mercato immobiliare è ancora immaturo. Si tratta di case che vengono gestite come alberghi, e affittate quando il proprietario non le utilizza.

Se il marchio è noto costano di più
Case che grazie all’affiliazione a un marchio noto hanno un costo più elevato. “In media si paga un premio del 31% rispetto ad abitazioni senza brand” dice Paul Tostevin di Savills. Un valore che varia sensibilmente da location a location. E che dovrebbe garantire una tenuta dell’investimento nel tempo. “A Bangkok per esempio il premio arriva al 60%, in generale in molti mercati supera il 40%” continua Tostevin. Le case nel Ritz-Carlton Residences a Bangkok, situate nel palazzo più alto della Thailandia hanno un premio dell’80% sulle case standard, senza brand. Questi sviluppi tracciano anche la strada delle nuove realizzazioni e offrono alla domanda soluzioni innovative di ultima generazione. A Belgrado ci sono esempi di realizzazioni nelle quali le case costano il 90% in più delle abitazioni standard. Se guardiamo all’Europa, il premio viaggia dal 25% al 45%. Nel Four Seasons di Firenze, che occupa Palazzo Tornabuoni, i valori superano del 44% le residenze di lusso di pari livello. Nel complesso Amanzoe, Aman Resort a Porto Heli in Grecia, il premio è del 40%. Nella realizzazione Pine Cliffs, in Algarve, le case sono state vendute con un premio del 37%. E nel resto del mondo? La maggiorazione di prezzo a Dubai è del 38%, a Miami del 32% e a Londra solo dell’8%.

Come nascono queste residenze? In genere prendono il via da una partnership tra un brand (spesso un gruppo dell’hotellerie) e uno sviluppatore. Molte di queste residenze nascono in abbinata a un hotel. Marriot International è infatti il maggior player tra i brand di hotel con una quota di mercato pari al 31%, mentre il mercato maggiore è quello degli Stati Uniti (32% del totale con 143 complessi). Ma a fare la parte del leone è YOO, circuito non alberghiero nato nel 1999, che è oggi il protagonista per numero in progetti in essere con già 50 complessi finiti e operativi. Dietro YOO ci sono Ritz Carlton (circa 36 complessi), Four Seasons (circa 34) e JW Marriott (poco meno di venti). Il business accomuna molti marchi come Mandarin, Park Hyatt, Shangri La, Fairmont e così via. Ma ci sono anche marchi del lusso che stanno cavalcando questo trend, è il caso di Porsche, Aston Martin e Missoni. Il trend, secondo Savills, ha preso piede negli ultimi 20 anni. I complessi in costruzione sono per oltre un quarto in Asia (27%), a poca distanza Medio Oriente e Nord Africa.

Il futuro
A Barcellona è in fase di conversione – sarà completato nel 2020 – un edificio prima di Deutsche Bank che diventerà una torre residenziale di 20 piani a marchio Mandarin Oriental. Situato a Passeig de Gràcia 111, l’edificio avrà 34 unità. Sarà invece pronto nel 2019 l’edificio che Marriott sta realizzando a Los Angeles, indirizzo West Sunset Boulevard. Qui ci saranno 20 appartamenti e 190 camere di albergo. Le case vengono vendute a a oltre 30mila dollari al mq. Sempre a Los Angeles Mr. C Residences avrà cinque residenze con prezzi a partire da 4,5 milioni. Il servizio è a cura della famiglia Cipriani. A Miami Missoni Baia, disegnato dalla casa di modaitaliana, prevede una torre di 57 piani nella zona di Edgewater con vista su Biscayne Bay. Qui ci saranno 249 residenze da una a cinque camera con prezzi a partire da 560mila dollari.

Messico, indirizzo a un’ora da Puerto Vallarta. Qui sorge Mandarina, dove una serie di case di lusso One&Only vengono vendute a prezzi compresi tra 4,65 e dieci milioni di dollari. Prezzi stellari (da 8,2 milioni) per le ville di Mandarin Oriental a Canouan island. All’elenco non mancano le Hawaii. Sulla spiaggia di Waikiki Ritz Carlton ha completato due torri di appartamenti (da 28 piani) nella formula da studio a quattro camere da letto a prezzi che partono da 2mila dollari al piede quadrato. Four Seasons ha invece rinnovato (i lavori sono finiti nel 2017) ville e appartamenti nella Peninsula Papagayo in Costa Rica. Qui i valori viaggiavano sugli 800 dollari al piede quadrato per case in un complesso con campi da golf, tennis, marina e ristoranti.

Ramada punta sulla Riviera del Brentavicino a Venezia
In Italia è in preparazione, sarà inaugurato nel 2020, un grande resort urbano a due passi da Venezia. Verve, questo il nome, sarà una struttura che sorgerà nella Riviera del Brenta e più precisamente a Fiesso D’Artico, a una ventina di chilometri da Venezia, che si potrà raggiungere anche via acqua. Il complesso, categoria quattro stelle lusso, verrà sviluppato da un gruppo locale, Cervet Srl (che è anche investitore) e sarà gestito da LHM – Lab & Hotel Management per conto di Ramada Plaza. L’investimento supera i cento milioni di euro. Si tratta di una struttura mix-used con 150 camere, 30 appartamenti gestiti con la formula condohotel (da vendere in blocco o a singoli privati ai quali viene garantito un 3,5-4% di rendimento annuo indipendentemente dall’occupazione), spazi per negozi, centro congressi e piscina outdoor. In tutto 118mila metri quadrati, di cui 15mila di hotel. A due passi dal distretto che produce scarpe di lusso. Qui si trova infatti Manufacture De Souliers Louis Vuitton. «La struttura alberghiera rappresenterà l’essenza di un nuovo concetto di ospitalità» spiega Cristina Paini, founder e Ceo di LHM – Lab & Hotel Management, che gestisce hotel per conto di grandi brand internazionali come Wyndham, Hilton e Marriott. «Si tratta del cosiddetto resort urbano che coniuga le comodità di un luogo immerso nella natura con la vicinanza geografica a una località turistica d’eccezione. E il fatto che venga realizzato a pochi chilometri da Venezia lo rende ancora più unico». LHM è presente anche a Milano con un resort urbano che ha riqualificato una zona alle spalle di viale Monza, che fa parte dell’area oggi denominata Nolo (North of Loreto). «Anche qui abbiamo venduto appartamenti, anche a una clientela straniera, che può utilizzarli per due settimane all’anno mentre per il resto del tempo le soluzioni vengono affittate e producono reddito».

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fonte: www.ilsole24ore.com