• Newsletter
     
      
  • Abbatti i costi
     
      
  • Guida ai fornitori
     
      
  • Consulenza professionale 2
     
      
  • Contatti
     
      
  • Blog
     
      
  • Consulenza professionale 1
     
      
  • slide1
     
      

Alpitour rileva Eden e punta al polo italiano per il turismo

10 aprile 2018 

 

Operazione da 100 milioni di euro. Il primo tour operator italiano compra il secondo. La battaglia con gli spagnoli di Barcelò per comprare il gruppo marchigiano. La concorrenza in Europa dei tedeschi di Tui e degli inglesi di Thomas Cook

Il primo tour operator d’Italia che compra il suo diretto rivale in Italia. Lo fa per circa 100 milioni di euro, rilevano fonti vicine al dossier. Alpitour ha annunciato di aver acquisito Eden Viaggi, riconducibile alla famiglia marchigiana Filippetti. Un’operazione di consolidamento nel turismo, che dovrà avere il necessario via libera da parte dell’Antitrust.
Al netto delle tecnicalità relative alla concorrenza è il (primo) tentativo di realizzare un polo del turismo anche nel nostro Paese, cercando di realizzare un campione nazionale soprattutto nell’incoming, cioè nell’arrivo dei turisti stranieri in Italia. Eden Viaggi pesa un terzo dei volumi di Alpitour (400 milioni di euro contro 1,2 miliardi del gruppo torinese). L’operazione — che prevede anche un ruolo manageriale in Alpitour per Nardo Filippetti fondatore di Eden Viaggi — dovrebbe creare sinergie di costo e contestuale aumento del fatturato di Alpitour a circa 2 miliardi nel 2019. Il gruppo torinese, retaggio della storica partecipazione di controllo della famiglia Agnelli tramite Exor (poi uscita dal capitale), si sta preparando anche ad un riassetto azionario per sostenere al meglio questa operazione finanziata per cassa. L’ipotesi è che Asset Italia — la controllata della banca d’affari Tip di Giovanni Tamburi (con una dotazione di circa 550 milioni che convoglia i capitale di grosse famiglie imprenditoriali italiane come Marzotto, Dompè, Lavazza, Branca, Angelini, Lunelli) — possa salire ulteriormente nel capitale ritoccando al rialzo la sua quota attualmente al 32,67%. Dovrebbe farlo rilevando parte dei titoli dei fondi di private equity Wise sgr e J. Hirsch, che detengono una partecipazione, ciascuno, del 17,5%.

Continua a leggere >>

fonte: www.corriere.it