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Ai servizi nell’hotel ci pensa Watson la scommessa hi-tech

27 marzo 2018 

Se già gli assistenti vocali Alexa di Amazon e Google Assistant possono essere utilizzati negli hotel, adesso scende in campo anche Ibm che ha presentato, durante Think 2018 a Las Vegas, solo la settimana scorsa, il suo Watson Assistant, versione business. Che con un solo comando permetterà agli operatori di poter spegnere le luci nelle camere vuote di un hotel. Così i riscaldamenti, con enormi benefici in bolletta. Ci saranno inoltre dei vantaggi per il cliente. Ancor prima di arrivare, l’ospite potrà fare il check in e una volta ricevuta la chiave elettronica della camera sul telefonino, potrà chiedere a Watson di adattare l’illuminazione, la temperatura, di mettere la musica preferita nella stanza e cose simili. Watson promette inoltre di differenziarsi dagli altri ‘colleghi’ perché le aziende saranno in grado di personalizzarlo. Quindi non sarà necessario dire «Ok Watson», ma si potrà magari decidere di pronunciare il nome dell’albergo per attivarlo. Ma qual è oggi la portata degli investimenti in prodotti smart negli hotel italiani? Difficile dirlo, secondo gli esperti. «Possiamo affermare che ammontano a circa 65 milioni di euro circa gli investimenti in efficienza energetica», afferma Vittorio Chiesa, presidente del Comitato Scientifico di Mce, il salone dell’impiantistica di Milano.

Le soluzioni più acquistate però sono le pompe di calore, l’illuminazione a Led e le superfici opache (che rappresentano oltre il 50 per cento della spesa). Si investe, ma in misura minore, invece in soluzioni intelligenti. «Ma basterebbe mettere anche solo dei semplici sistemi di regolazione e controllo dell’illuminazione, rendendo possibile lo spegnimento automatico della luce o del riscaldamento in caso in una stanza non ci sia nessuno, che si potrebbe ottenere un ritorno economico del 33 per cento sull’investimento fatto per quanto riguarda l’illuminazione e del 29 per cento sull’investimento in riscaldamento o condizionamento »