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Federalberghi: Gennaio-maggio, ancora dati negativi per il turismo

14 giugno 2013 

 

Giù anche le presenze straniere. Bocca: preoccupazione per lavoratori e consumi

 

Il turismo italiano tira il freno anche nei primi mesi del 2013, con un calo generalizzato che rischia di vanificare le performance positive delle presenze straniere, da tempo il maggior punto di forza del comparto. Questo il quadro tracciato dal Centro Studi di Federalberghi in base alla più recente indagine sull’andamento del settore, svolta dal 1° al 5 giugno scorso. L’andamento negativo del turismo interno subisce un calo costante, anche rispetto al 2012 (-4,7%), mentre le presenze di turisti stranieri crescono del 3,1% rispetto allo scorso anno. La media è quindi un dato nazionale che fa segnare un -0,8% rispetto al 2012; fortemente negativa invece la situazione occupazionale, che fa registrare un  -4,6% di lavoratori a tempo indeterminato ed un -4,9% di lavoratori a tempo determinato, sempre rispetto ai primi mesi del 2012. Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, commenta così i dati dell’Osservatorio: “L’emergenza lavoro è il primo tema all’ordine del giorno non solo del Governo Letta ma anche del settore turismo, per il quale se non si interviene immediatamente, rischiamo di depauperare la qualità del servizio turistico, uno degli storici fiori all’occhiello dell’ospitalità italiana, già falcidiata dal crollo della componente interna e dal calo delle tariffe. Il crollo di quasi il 5% di lavoratori, tra occupati a tempo indeterminato ed a tempo determinato, -prosegue Bocca- rappresenta un danno incalcolabile nnanzitutto per quei lavoratori e le loro famiglie alle quali viene meno oltre al lavor una indispensabile fonte di reddito, che si rovescia sull’economia nazionale con un conseguente calo dei consumi.

Conclude Bocca:  “Quanto ai risultati delle presenze alberghiere, continua la tendenza di un turismo a due velocità, con gli italiani in costante frenata e gli stranieri in crescita, anche se spinti da tariffe al ribasso. In queste settimane, peraltro,  sono in corso gli incontri con le rappresentanze sindacali dei lavoratori per il rinnovo del Contratto Nazionale di categoria e siamo tutti impegnati nella ricerca di una strategia comune volta a salvaguardare i dipendenti ed a sviluppare la capacità competitiva delle imprese. Ma da soli, imprese e sindacati, non ce la possono fare. Da qui la nostra richiesta della proclamazione di uno stato di crisi occupazionale per il settore, per ottenere da Governo e Parlamento quei puntelli senza i quali lo svuotamento dei reparti nelle varie imprese turistiche potrebbe divenire un pozzo senza fondo”.

 

(Fonte info: Federalberghi)