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Ecco ‘albergo diffuso’, nuova vita per borghi Abruzzo

20 giugno 2013 


Progetto Pdl, obiettivo e’ valorizzare aree dimenticate

Un centinaio di borghi, frazioni e centri storici dell’Abruzzo, spesso dimenticati ed abbandonati, troveranno presto nuova vita e si trasformeranno in ‘alberghi diffusi’. Per farlo scende in campo il Consiglio regionale, con un progetto di legge che ha per obiettivi la valorizzazione di aree ormai spopolate, la promozione di un’offerta turistica che spinga la crescita economica e la riscoperta del patrimonio culturale.

Il tutto prendendo a modello l’albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio – paesino dell’aquilano di origini romane – conosciuto in tutto il mondo ed ideato dall’imprenditore Daniele Kihlgren, che ha dimostrato come “lo sviluppo economico, turistico e culturale non avvenga attraverso il ‘cemento’, ma, al contrario, inibendo le nuove costruzioni”. Il progetto di legge, presentato in conferenza stampa, è stato già depositato; ora inizierà l’iter legislativo in Commissione per l’approvazione in Consiglio regionale. Tra frazioni isolate, borghi e centri storici, dall’alta montagna, passando per la collina e fino ad arrivare al mare, la legge consentirà di riscoprire e valorizzare la storia, le tradizioni, la cultura e il patrimonio architettonico di aree spesso sconosciute.

In questo modo si darà una risposta alla nuova domanda turistica. L’albergo diffuso, d’altronde, più che un soggiorno rappresenta un vero e proprio stile di vita che coinvolge le comunità e le attività locali e che genera un significativo indotto economico. “La proposta – ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano – è concepita per offrire agli ospiti l’esperienza di vita di un centro storico, in luoghi esclusivamente storici, potendo contare su tutti i servizi alberghieri, quali accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi comuni per gli ospiti, che alloggiano in case e camere a breve distanza tra loro”.

“Una legge – ha aggiunto – finalizzata ad assicurare il recupero dell’edilizia, favorire la vivibilità attraverso nuove forme di ospitalità e generare occupazione. L’auspicio, ora, è che, grazie a questa legge, molti imprenditori possano ripetere il modello vincente ideato da Kihlgren”. “Quello che mancava – ha commentato Daniele Kihlgren – era proprio una legge che rendesse possibile un modello turistico che paga anche dal punto di vista economico e culturale. Quando, nel 1998, arrivai a Santo Stefano di Sessanio c’era una sola attività ricettiva, ora ce ne sono 25. C’era un solo negozio, ora ce ne sono una quindicina. Dopo 150 anni la gente ha ricominciato a tornare verso la montagna per trovare lavoro”.

Fonte ANSA