Federviaggio contro l’aumento delle tasse aeroportuali

20 Febbraio 2013 

Patané: “reindirizzare i ricavi sul rafforzamento del settore”

Luca Patané, presidente di Federviaggio (nella foto), si è espresso contro l’aumento delle tasse aeroportuali recentemente stabilito dal governo.  L’associazione prende come riferimento un’indagine condotta in collaborazione con Assaereo che evidenzia come nel solo scalo di Fiumicino l’aumento sia stato di 8 euro a passeggero per i voli a medio raggio e di 11 euro a passeggero per i voli a lungo raggio, portando le spese aeroportuali dello scalo a 4 mila euro per la prima tipologia di viaggio e a 7 mila per la seconda.  Secondo Patané si tratta di “incrementi molto ingenti e che se non regolati in maniera opportuna rischiano di diventare solo un ulteriore peso a carico del viaggiatore. I ricavi ottenuti da questo introito dovrebbero tradursi in investimenti per incrementare la capacità di un determinato scalo e per migliorarne i servizi. Il rischio invece è che rappresentino un serio danno per una componente fondamentale del business turistico e per la competitività dell’offerta turistica italiana rispetto agli altri Paesi. Già oggi, infatti, al tema del peso economico di queste forme di tassazione occulta su ogni passaggio produttivo del servizio turistico, si unisce quello della non chiara destinazione a fini turistici del gettito che ne consegue. È la conseguenza della frammentazione delle competenze e di una visione non economica del turismo che non è più accettabile”.